Surface
RIflessioni

Surface e il mito del “Reference Design” [EDITORIALE]

Sono passati esattamente 6 anni dalla presentazione al grande pubblico del primo dispositivo Surface che l’allora CEO Microsoft Steve Ballmer lanciò nel mese di Giugno 2012.

6 lunghi anni di prodotti che hanno avuto più o meno successo e che hanno portato Microsoft nel mercato dei dispositivi hardware con l’obiettivo di dettare la strada e di tentare vie inesplorate e nuove per rilanciare un mercato Windows in quegli anni fermo e stantio. Già allora Steve Ballmer sosteneva che l’impegno del colosso di Redmond nel campo della progettazione e commercializzazione di prodotti con il proprio brand non era un semplice tentativo ma qualcosa che sarebbe durato nel tempo e così infatti è stato, nonostante a Ballmer si sia poi avvicendato Satya Nadella, uomo del Cloud Computing e, a detta di molti, poco convinto nel sostenere una line-up prodotti di riferimento.

Una famiglia sempre più grande

E così, anni dopo, siamo qui a discutere dei nuovi Surface in cantiere, di Surface Carmel, codifica per il prossimo Surface Pro 6, di Surface Lingo, l’ormai imminente Surface “economico” da 10’’, di Surface Andromeda-Surface Phone e dell’ultimo Surface Capitola, codename per il prossimo Surface Studio 2. Dando quindi un’occhiata a cosa Microsoft ha in cantiere per i prossimi mesi troviamo ben 4 nuovi prodotti o aggiornamenti di quelli attuali a cui occorre aggiungere gli attuali Surface Laptop e Surface Book 2 nella doppia versione da 13,5’’ e 15’’ per un totale di ben 7 modelli differenti.

E tutto ciò, sempre che non ci sia altro, 6 anni dopo l’esordio del primo Surface RT e del primo modello di Surface Pro che ha poi dato il via ufficiale alla line up dei device Microsoft. Niente male per un progetto nato solamente come “Reference Design” per i produttori e che a parere di molti si sarebbe inevitabilmente chiuso una volta esaurito il suo obiettivo originario.

La concorrenza ad Apple

Risultati immagini per surface vs ipad spot

Allo stato attuale secondo questa scuola di pensiero Microsoft sarebbe quindi ancora impegnata nella ricerca e sviluppo di tutti questi nuovi dispositivi, nonché nel costante aggiornamento di quelli già a listino, semplicemente con lo scopo di essere e rappresentare una guida per i vari produttori dell’universo Windows, un ottimo alibi per chi si ostina a non voler vedere come a Redmond abbiano invece deciso di fare sul serio. E’ infatti oggettivamente difficile contestare che ormai le intenzioni siano ben altre. D’altronde non si capirebbero le ragioni di un continuo rinnovo della gamma, del costante ampliamento dei prodotti disponibili e soprattutto della reiterata volontà da parte di Microsoft di voler aggredire anche il mercato dei tablet di fascia iPad, ipotesi ormai confermata dal prossimo lancio di un nuovo Surface “economico” da posizionare attorno ai 400$.

A tal proposito verrebbe facile chiedersi quale funzione di “Reference design” rivestirebbe questo Surface, come altri peraltro, e altrettanto facile sarebbe la riposta: nessuna. L’obiettivo è chiaramente quello di allargare la gamma con prodotti più economici e più abbordabili in modo da raggiungere una platea più larga e ovviamente aumentare volumi di vendita e fatturati con buona pace dei “partner” che continueranno a produrre dispositivi “Surface style” ma che inevitabilmente avranno un concorrente in più…e che concorrente!

Conclusioni

Insomma, una strategia decisamente in netto contrasto con il mito del prodotto di riferimento per il mercato ma ormai da tempo maturo per posizionare il brand “Microsoft” nell’olimpo dei marchi Premium in ambito informatico. Non sarà che con l’alibi del prodotto guida a Redmond si stanno progressivamente creando una gamma completa di fascia Premium su cui puntare essendo ben consapevoli che i partner sostanzialmente non si sono dimostrati in grado di competere a livello di numeri e posizionamento con Apple? Evidentemente questo è un compito che o assolve Microsoft con la gamma Surface o non assolve nessuno.

E tutto questo perché? Perché Surface piace e nel suo settore è il miglior prodotto disponibile e questo a Redmond lo sanno bene.

Ma a Microsoft non interessa produrre hardware…da 6 anni !

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22 Commenti

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  • Beh, caro Enrico, ormai è sempre più evidente come il Brand Surface, diretto da quel genio di Panos Panay, sia una delle frecce migliori di una Microsoft mai così camaleontica e innovativa, tornata a dettare la strada della sua seconda golden-age. Ora alcuni verranno qui a sostenere il contrario ma, visto che i fatti parlano chiaro, il nostro compito di redattori è quello di osservare in silenzio… 😉

  • Aggiungo: un altro merito della gamma Surface è stato quello di aver smosso lo stagnante parco PC degli scorsi anni. I vari Dell, HP, Lenovo, Asus hanno sfornato e stanno progettando dei dispositivi eccellenti, in alcuni casi preponendo delle interessanti novità, cfr. https://www.surface-phone.it/asus-rivoluzionaria-presentato-precog-il-pc-staccabile-con-due-display/. Sui numeri, la concorrenza ad Apple è garantita, ma è indubbio che solo i Surface riescano a guadagnare utenti premium dal mondo Apple. Un risultato fino a pochi anni fa inimmaginabile!

  • Io, quando penso ai detrattori di Microsoft, sempre negativi, anche al cospetto degli innumerevoli traguardi raggiunti, mi convinco del fatto che questi non siano nemmeno in mala fede. Piuttosto, penso che non comprendano la necessità, a quei livelli, di dovere attraversare progetti a lungo termine; progetti che ottengano il risultato poco per volta, ma durevolmente.
    Per fare un esempio bislacco, è come un soggetto che deve dimagrire ed esegue una dieta. C’è chi dimagrisce tanti chili in pochissimo tempo, ma non si rende conto che ha perso solo liquidi e muscolatura. Poi, c’è chi percorre il tragitto pian pianino, perdendo un chiletto di tanto in tanto; ma, con quei chili che vanno via dal grasso e non tornano più.
    Chi è che dei due avrà più successo? È evidente!
    Bene, quei detrattori non comprendono che Microsoft abbia davvero grossi obbiettivi da raggiungere e che per ottenerli necessiti del giusto tempo. Del resto, questo è da sempre il dramma italiano, tutto italiano… la gallina oggi, altro che l’uovo domani e per tutti i giorni a seguire!

    • sei unico, lasciatelo dire.. un contrasto così evidente tra la cura che ci metti a scrivere e le sciocchezze che formuli..

      • Ti prego, aiutami. Indicami le sciocchezze dette, cosicché io possa comprenderle e migliorare.
        Potrei non riuscirci, ma l’impegno lo impiegherò tutto!

      • I tuoi commenti sono sempre senza argomenti e con frasi fatte, direi che non dai un grande contributo.

          • Quindi, anche in ipotesi di accordo con l’opinione di altri, inviti a mostrare comunque disinteresse, pena l’accusa di panegirico?
            Mi sembra esagerato!
            Del resto, anche i panegirici hanno avuto importanza nella storia.

          • Assolutamente no; e’ il contesto che caratterizza il significato dei vocaboli.
            Dalla Treccani
            “Panegirico: discorso o scritto in cui si esaltano i meriti di qualcuno con lodi esagerate e in tono ampolloso”.
            Dictum sapienti sat est… 🙂

          • In verità, questo che tu citi è il significato secondario.
            Il primo significato è: “In origine, nell’antica Grecia, discorso a carattere encomiastico o suasorio che si pronunciava nelle adunanze festive del popolo; presso gli antichi Romani, discorso celebrativo in onore di un personaggio illustre”.

            Detto ciò, sei libero di assegnare l’accezione che più ti aggrada. Ma, resta il fatto che avere un’opinione ed esaltarla sia una scelta del tutto legittima.
            La tecnologia non è solo “necessità”, bensì anche “piacere”. Dal che la legittimità di esprimere quel piacere con la naturale esaltazione.
            Purché non si degeneri nell’idiozia, naturalmente. E qui nessuno mi sembra che sia sfociato in un simile atteggiamento.

          • Ed infatti non era una casualita’ che il mio commento si aprisse con “e’ il contesto che caratterizza il significato dei vocaboli” .
            Il diritto ad esprimere la propria opinione, ed anche farlo con una prosa di stile dannunziano, e’ sacrosanto; allo stesso tempo pero’ lo e’ altrettanto il diritto di quanti, una volta lettolo, decidono di esprimere la loro opinione sul medesimo.

          • Ed infatti non era una casualita’ che il mio commento si aprisse con “e’ il contesto che caratterizza il significato dei vocaboli” .
            Il diritto ad esprimere la propria opinione, ed anche farlo con una prosa di stile dannunziano, e’ sacrosanto; allo stesso tempo pero’ lo e’ altrettanto il diritto di quanti, una volta lettolo, decidono di esprimere la loro opinione sul medesimo.

          • Ed infatti non era una casualita’ che il mio commento si aprisse con “e’ il contesto che caratterizza il significato dei vocaboli” .
            Il diritto ad esprimere la propria opinione, ed anche farlo con una prosa di stile dannunziano, e’ sacrosanto; allo stesso tempo pero’ lo e’ altrettanto il diritto di quanti, una volta lettolo, decidono di esprimere la loro opinione sul medesimo.

          • Tra l’altro, quando chi come me ha speso più di tremila euro tra due Surface (Pro 3 e Laptop), PC Desktop assemblato, accessori vari, licenze di Windows 10 Pro (per il PC Desktop) e Office 365, come minimo si trova benissimo con il mondo Microsoft. Senza per questo negare che anche al di fuori ci sono cose altrettanto valide.